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Le sculture del giardino di Villa Emo


Mappa delle sculture

La collocazione delle sculture sul giardino antistante a Villa Emo, risale agli anni venti del Novecento. Questa tesi è supportata dalle considerazioni in merito all'eredità Venier subentrata a Carlo Emo Capodilista nel 1921. Tra i beni ereditati da quest'ultimo c'è infatti la Villa Contarini-Venier di Vò Euganeo e le statue che adornavano il giardino di questa giunsero a Fanzolo tra il 1921 e il 1925 per adornare il giardino. Le sculture, risalenti alla fine del XVI secolo e di mano ignota, sembrano – casualmente – rispecchiare fedelmente l'apparato narrativo ideato dallo Zelotti nelle sale affrescate.

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​Le sculture si possono analizzare come coppie e rispecchiano nella posizione le relative stanze della villa. Partendo dall’aia troviamo a sinistra Giunone (1A) che fronteggia Giove (1B), prospicienti alla scalea della villa, si guardano dai lati opposti, Adone (2A) e Venere (2B). Proseguendo verso levante troviamo Bacco (3A) cui fa seguito Flora (3B). Termina il lato orientale la scultura di Virginia (5B) che fa il paio con la diametralmente opposta scultura di Scipione (5A). Ritornando indietro lungo la barchessa ovest, troviamo l’ultima coppia: Dejanira (4A) e Ercole (4B). Le dieci statue poggiano su plinti privi di decorazioni e si alternano ad altrettanti dieci plinti decorati con grotteschi mascheroni, che sorreggono grossi vasi d’ispirazione classica, posti agli angoli dei parterre.



​Di questo folto lascito di sculture fanno parte anche le statue attualmente site sotto la barchessa ovest: il San Michele del XVIII secolo, un tempo conservato nel vicino oratorio e lo stemma araldico della famiglia Emo, di cui esiste uno analogo ma di maggiori dimensioni, in barchessa est.