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La rielaborazione tardo ottocentesca

 

Il terzo capitolo dell’evoluzione del giardino di Villa Emo, ha come data il 1868. Di quell’anno si conserva un fascicolo di pochi fogli nell'archivio Emo Capodilista, dall’eloquente titolo: Progetto per giardino e asciugamento terreni, e al suo interno il Progetto di giardino del Cav. Negrin di Vicenza. La rappresentazione dell'intero Piano Generale dei nuovi giardini annessi alla villa in Fanzolo della nobilissima famiglia Emo Capodilista, è opera dell'architetto civile Antonio Caregaro Negrin e disegnata dal figlio Giovanni a Vicenza nel 1868. Il documento è un pregevole e dettagliato disegno tecnico ad acquerello in cui compaiono due termini propri dell’architettura del paesaggio della seconda metà dell’Ottocento: il giardino simmetrico, ovvero lo spazio aperto più prossimo alla villa e il giardino paesista, individuato nella zona ad est.

 

Il giardino simmetrico è caratterizzato da un terreno piano e livellato, la villa è il centro degli equilibri. Il fronte e il retro del parco sono organizzati in modo diverso, ma in entrambi i casi spicca la sinuosità delle forme data dalle aiuole ovali (fronte), curvilinee e rotonde (retro). 
Il corpo nobile rappresenta l'asse di simmetria che divide gli spazi individuati in due settori tra loro corrispondenti. I percorsi carrozzabili vicini o prospicienti alla residenza, sono ampi e giocano a delimitare il verde; mentre i percorsi a tergo sono più stretti e lasciano maggior spazio alla vegetazione. 
Il progetto conferma la presenza delle cedraie simmetriche, e pensate come un naturale prolungamento delle barchesse.

 

Il giardino paesistico o paesaggistico è caratterizzato dalle peculiarità del giardino romantico secondo i precetti divulgati all'inizio del XIX secolo, come la presenza dell'acqua, gli andamenti ricurvi, i larghi spazi, i viali, e lo scopo del giardino post Rivoluzione Industriale è essenzialmente quello di imitare la natura.

 

Nel progetto che riguarda Villa Emo trovano spazio anche semplici giochi d'acqua, canali attraversati da ponti e cascata, nuove strutture architettoniche nel parco come la ghiacciaia e la capanna e addirittura la trasformazione della palladiana colombara della barchessa est a torre da ridursi a belvedere.

 

La domanda che ci si pone ancora a quasi 150 anni dal progetto del Negrin è: il progetto del giardino romantico è mai stato realizzato? Infatti, nonostante il materiale d’archivio riporti oltre al sopra detto progetto, altri documenti relativi ai lavori da eseguire, in particolare nell’area ad est della villa, l’inventario delle specie arboree, e numerosi fogli contabili di lavori eseguiti tra il 1873 e il 1875, non esiste traccia fotografica o documentale tale che affermi con certezza il compimento dell’ambizioso progetto ottocentesco, almeno in parte.

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