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La famiglia Emo tra XVIII e XIX secolo

 

L’intricata storia della famiglia Emo, che è da sempre un tutt’uno con le terre di Fanzolo e la villa palladiana, sembra nel corso dei secoli diventare sempre più rarefatta ed è ancor oggi oggetto di studio e ricerca. Degno di segnalazione è la figura del condottiero Angelo Emo (1731-1792), ultimo Capitano da mar della Serenissima Repubblica e considerato uno dei grandi ammiragli della storia navale italiana. Il ruolo politico della famiglia segue la storia della Serenissima fino al termine di questa nel 1797, ad opera dei francesi. Successivamente agli sconvolgimenti napoleonici, nel 1819, venne conferito alla casata il titolo di conti dell’impero da parte dell’imperatore d’Austria Francesco I. La presenza degli Emo a Venezia, tuttavia, si era conclusa già da alcuni anni. Nel 1783, infatti, Leonardo Emo figlio di Giorgio, sposò Beatrice Capodilista, ultima discendente della nobile famiglia padovana, e alla morte del suocero Giordano Capodilista nel 1810, Leonardo ne ereditò le ricchezze. Da questo momento gli Emo si trasferirono a Padova, presso il palazzo dei Capodilista, e dal 1821, qualche anno dopo la morte di Beatrice (avvenuta nel 1817), aggiunsero al proprio cognome quello di quest’ultima casata. Nel contempo ereditarono anche Villa Capodilista a Selvazzano Dentro, edificata nel Cinquecento, come Villa Emo, e anch’essa piccolo gioiello della civiltà di villa veneta.

 

Il destino patavino della famiglia è segnato ulteriormente sul finire dell’Ottocento, in particolare a partire dal 1891, con la fondazione di un nuovo ramo della famiglia: gli Emo Capodilista Maldura. Il conte Angelo Emo, figlio di Giovanni Emo e Maria De Orestis, aggiunse al proprio anche il cognome Maldura, in quanto pronipote del canonico Andrea Maldura di Padova, fratello di sua nonna Lucia Maldura, moglie di Giordano Emo. Il Maldura, per evitare l’estinzione della sua famiglia, priva di discendenza maschile, aveva nominato suo erede universale nel 1887, proprio Angelo, a condizione che questi aggiungesse al proprio cognome quello dei Maldura. Dal XIX secolo, dunque, gli Emo cominciarono ad abitare anche all’interno del palazzo appartenuto a tale casato, edificato tra 1760 e 1788 e situato a Padova, nella parrocchia di San Daniele, presso San Giacomo. Questo ramo della famiglia ereditò anche la villa di Selvazzano Dentro, oggi sede di una rinomata azienda agricola.

 

Meritevoli di nota anche i discendenti come Giorgio Emo Capodilista, che comandò la brigata di Cavalleria Genova e Novara alla carica contro gli austro-ungarici nella gloriosa difesa di Pozzuolo del Friuli che fu l'inizio della riscossa durante la Prima Guerra mondiale. Il figlio Alvise, ufficiale di Marina nel secondo conflitto mondiale, fu mandato in missione segreta dalla principessa di Piemonte in Portogallo, per chiedere la resa con condizioni agli alleati. Il figlio Umberto Giovanni, figlioccio di re Umberto II di Savoia, fu senatore della Repubblica e Presidente degli agricoltori veneti ed europei.

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