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LA NOBILE FAMIGLIA EMO

L'EREDITÀ DI LEONARDO EMO

Et se par caso nascesse in opinione ad alcuna di dette mie fiole di non maritarsi, non monacarsi, […] voglio che siano honorade da moi fiolli, spesade alla sua tavola et vestide e calzade e una masera a sua posta, et ducati 25 all'anno habear cadauna di esse da spender, et se per caso per mala compagnia o altro non potesse star in casa in compagnia dei suoi fratelli, che Dio guardi, voglio che habbino de la mia facoltà ducati desento l'anno per una vita sua […] et se occorresse vender qualche ben della mia facultà voglio che mia mogier lo possa far […].

Ma prego ben […]  a non vender ben alcuno posto nella villa de Fanzuol.

Testamento di  Leonardo Emo (1532-1586)

Il nome originario della famiglia Emo era probabilmente Aimo, Aymo, de Aimo; una volta che la famiglia giunse a Venezia, la forma onomastica subì gradualmente una contrazione, passando così al più noto Emo. La tradizione del nome Aimo continuò, comunque, a mantenersi all’interno della famiglia: ad esempio, nel 1723, alcune copie dei ritratti a stampa del procuratore di San Marco Giovanni Emo recavano il nome Aimo, mentre altre il nome Emo, segno di come i due venissero ancora considerati come eq...

Nonostante i numerosi dubbi e supposizioni sulle loro origini, quel che è certo è che gli Emo sono attestati a Venezia fin dal X secolo. Lo testimoniano documenti del 997 in cui si firmano ancora con le forme arcaiche di Aimos o Aemus. Ma la reale attestazione dell’avvenuta integrazione nella società politica e nobiliare veneziana accade esattamente tre secoli dopo nel 1297, in occasione della Serrata del Maggior Consiglio, dove furono una delle numerose famiglie che entrarono ufficialmente a fa...

Nel 1518 sulla scia degli ingenti investimenti fondiari del padre Giovanni Emo, i figli acquistano via via sempre più terreni: Leonardo risulta avere quasi il doppio dei campi del fratello, 269 contro 142, divisi in cinque aziende con due nuclei rurali composti uno da una casa in muratura e tezza di muro con tetto di paglia, l’altro da una casa in muratura con tetto in coppi, due tezze di muro coperte di paglia, cortivo, orto e un pezzo di prato, a capo di un’azienda di 54 campi condotti a boari...

L’intricata storia della famiglia Emo, che è da sempre un tutt’uno con le terre di Fanzolo e la villa palladiana, sembra nel corso dei secoli diventare sempre più rarefatta ed è ancor oggi oggetto di studio e ricerca. Degno di segnalazione è la figura del condottiero Angelo Emo (1731-1792), ultimo Capitano da mar della Serenissima Repubblica e considerato uno dei grandi ammiragli della storia navale italiana. Il ruolo politico della famiglia segue la storia della Serenissima fino al termine di q...

Durante il primo conflitto mondiale Villa Emo fu sede del comando inglese sul fronte italiano e di un ospedale militare da campo. Nella Seconda Guerra mondiale su preciso veto del Ministero della Pubblica Istruzione, allora con delega anche sui beni artistici, Villa Emo fu una delle quattro ville del trevigiano non requisite per scopi militari. Nel periodo tra le due guerre furono ospitati anche il principe di Galles, futuro Edoardo VIII, e la principessa di Piemonte, futura ultima regina d’Ital...

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Il cimitero di Fanzolo

Degna conclusione del percorso storico della famiglia Emo è la visita al vicino cimitero di Fanzolo. Uscendo dal parcheggio di Villa Emo e proseguendo sulla destra si giunge, dopo aver attraversato il passaggio a livello, al piccolo cimitero di Fanzolo.

 

Qui in un’area delimitata dall’antico muro di cinta del camposanto è possibile vedere le sepolture della famiglia Emo degli ultimi due secoli; vi sono, infatti, sepolti gli ultimi abitanti della dimora dal 1892 al 2003, i quali, anche se portati spesso altrove dalla vita e il lavoro, hanno voluto essere sepolti accanto all’antica dimora di famiglia.

Partendo dal muro prospiciente all’ingresso dell’area, si trova una lapide commemorativa a Giordano Emo Capodilista (1767-1810, A1), figlio di Leonardo Antonio Melchiore Emo e Beatrice Capodilista, il primo figlio ad acquisire il titolo d Emo Capodilista. Su questa lapide, un tempo conservata presso Villa Emo, compare lo stemma delle due casate unite in un’unica arma.

 

A seguire sulla sinistra c’è la tomba della moglie e figlia di Giordano, Lucia Maldura (1803-1892) e Bianca Emo Capodilista (1B). Proseguendo sulla sinistra verso l’ingresso, troviamo la tomba del loro figlio Giovanni Emo Capodilista (1828-1906, 2A), della di lui moglie Maria De Orestis (1837-1914, 2B), e del loro figlio Corrado Emo-Capodilista (1878-1942, 3).

 

Sul lato opposto, di fronte a Corrado, vi è la tomba del di lui fratello maggiore Carlo Emo Capodilista (1866-1925, 4), e a seguire quelle del figlio di Corrado, Lorenzo Maria Emo Capodilista (1909-1973) e della di lui moglie Barbara Steven (1916-2003, 5).

 

Chiude il percorso una panchina in pietra posta in testa all’ultima tomba, recante i nomi dei consuoceri dei conti, genitori della contessa Caroline Emo, Wallace Southam (1900-1990) e Anna Southam (1907-1987, 6).

Localizzazione del cimitero di Fanzolo
Mappa delle sepolture

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