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L'ECOSISTEMA DI VILLA EMO

CULTURA DEL PAESAGGIO E DELLA BIODIVERSITÀ A VILLA EMO

Villa Emo e il suo compendio sono uno straordinario esempio della civiltà delle ville venete, testimonianza di un tempo in cui l’uomo sapeva coniugare arte e bellezza al duro lavoro dei campi, che generava una rendita solida, base della prosperità del patriziato veneziano che qui si era insediato dalla laguna, riscoprendo e plasmando l’entroterra e creando il Veneto, culla di quella ricchezza del saper fare che ha fatto grande questo territorio nel secondo Novecento.

 

Importanti sono le certificazioni nazionali e internazionali che valorizzano gli aspetti storico-artistici di Villa Emo: dall’attestazione della sovrintendenza relativa all’archivio Emo-Capodilista fino all’inclusione della villa tra i beni mondiali tutelati dall’UNESCO. Il complesso monumentale di Villa Emo comprensivo borgo, rustici, giardino, brolo e spazi agricoli è sottoposto a vincolo ai sensi della normativa che riguarda la dichiarazione dell’interesse culturale in seno degli articoli 10 e 13 del decreto legislativo del 22 gennaio 2004, 42 codice dei beni e del paesaggio, a norma dell’articolo 10 della legge del 6 luglio 2002, 137.

 

Il paesaggio agricolo in cui è inserita Villa Emo, muto testimone del passaggio di 450 anni di storia, racchiude in se importanti elementi ambientali e di biodiversità valorizzati dalla Fondazione Villa Emo Onlus, quanto quelli artistici. Fondamentale è il rapporto della villa con l’acqua, il bene più prezioso convogliato fin qui dal Piave oltre cinquecento anni fa per l’irrigazione dei campi, una intricata rete di rogge, scoline e seriole che oggi rappresentano i confini degli appezzamenti e proprietà. Il vivido ricordo di una società agricola che faceva delle nozioni idrauliche e del sapiente uso di questo bene, la base del proprio benessere ora perpetrata dallo storico Consorzio di Bonifica Brentella ora confluito nel Consorzio di Bonifica Piave.

Dall’acqua ai frutti della terra come il mais e l’uva. Il cereale giunto dall’America tramite i viaggi di Cristoforo Colombo, fa tappa in Spagna e qui i patrizi veneti lo scoprono e lo diffondono nelle campagne e poderi della Serenissima. Il mais nella varietà bianco perla, ha rappresentato per la famiglia Emo un’importante risorsa economica e il sostentamento dei numerosi contadini e fittavoli per oltre quattro secoli. Oggi questa coltivazione rivive grazie alla Fondazione che gestisce anche un vigneto sperimentale dove antiche viti venete, note fin dal Seicento, sono coltivate in consociazione al gelso, detto tradizionalmente morer o moraro, le cui foglie un tempo erano indispensabili come alimento per i bachi da seta, altro tassello della storia agricolo-industriale di Villa Emo. Attualmente questa coltivazione riguarda 3000 metri di uve rosse varietà Recantina nelle sotto cultivar Forner e Pecolo Scuro. Varietà oggi registrate e autorizzate per la Denominazione di Origine Controllata Doc Montello e Colli Asolani.

 

Se queste coltivazioni interessano i vasti spazi agricoli antistanti Villa Emo, il parco attorno a questa è un’altra importante risorsa per l’ambiente. Scomparso l’originale impianto palladiano, il parco ha attraversato varie trasformazioni nel corso dei secoli fino alla conformazione attuale, in cui convivono vasti spazi erbosi e aree con alberi d’alto fusto assimilabili alle tracce del giardino romantico ottocentesco. L’area verde a nord viene coltivata a prato polifita secondo i principi di sostenibilità suggeriti dalla Fondazione Villa Emo Onlus alle aziende agricole con le quali la struttura collabora. Le aziende agricole aderiscono ai protocolli comunitari previsti per il mantenimento degli spazi agroambientali per questo a ogni sfalcio vengono mantenute delle parcelle non lavorate al fine di mantenere cibo e rifugio per insetti, avifauna e piccoli mammiferi che risiedono nel parco. Lo stesso principio di conservazione in equilibrio con la natura, in seno al concetto di giardino romantico, viene applicato al piccolo bosco sito ad est nel parco, con la scelta di mantenere in autunno uno stato di foglie e alcuni elementi arborei in fase di senescenza.

SOSTENIBILITÀ ENERGETICA A VILLA EMO

In quest’ottica di rispetto per l’ambiente e la biodiversità, Fondazione Villa Emo Onlus inserisce anche la sostenibilità ambientale. La Fondazione Villa Emo Onlus presta da sempre attenzione ai propri consumi di energia, nella gestione energetica del complesso monumentale collabora con il Credito Trevigiano BCC, ente proprietario del sito, con iniziative volte a ridurre al minimo gli sprechi. Tutte le attività, le manifestazioni e gli eventi che si svolgono a Villa Emo vengono svolti utilizzando energia elettrica certificata da fonti rinnovabili, sia per l’energia elettrica che per il metano utilizzato per il riscaldamento e sono attivi da più di dieci anni monitoraggi e migliorie volte a ridurre i consumi.

 

Una scelta che denota la grande consapevolezza della Fondazione Villa Emo Onlus, non solo verso la salvaguardia della storia e l’arte ma anche verso il rispetto dell’ambiente e la natura, beni indispensabili e importanti che mantengono in perfetto equilibrio da oltre quattrocento anni questo capolavoro del genio umano, nato dal felice incontro tra l’uomo e la natura.

 

Per maggiori informazioni sul progetto energetico visita il sito di BCCENERGIA

Fondazione Villa Emo Onlus

Via Stazione 5, 31050 Fanzolo di Vedelago (TV) | Italy

 

info@villaemo.tv.it - www.villaemo.org

T (+39) 0423 476 334 - F (+39) 0423 487 043

per prenotazione gruppi, visite guidate

info@villaemo.tv.it

 

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per comunicazioni con Fondazione Villa Emo

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