I principi che ispiravano tutta l'operazione voluta da Leonardo Emo trovano una trasparente espressione nel progetto dell'architetto: una pianta di estrema semplicità, basata su assi fondamentali paralleli, un linguaggio scarno ed essenziale lungi da qualsiasi concessione a fattori extra architettonici, rivelano il vigore del pensiero dell'artefice e la purezza della composizione.
Nel progetto di Villa Emo l'architetto riesce a stabilire una perfetta connessione e sintonia tra le forme dell'architettura, le funzioni a cui essa è legata, la conformazione del territorio. Ispirata alla simmetria degli edifici romani, Villa Emo sembra rappresentare un compendio geometrico della struttura spaziale di tutte le ville del Palladio, per la sua semplicità compositiva e stilistica che diventa esemplificativa dei canoni dell'opera dell'architetto. Per la sua impostazione compositiva molto aperta è stata spesso assimilata al progetto per Villa Barbaro a Maser:
in questi due progetti innovativi le barchesse, prosecuzione del corpo dominicale, non racchiudono uno spazio esterno ma si ancorano al terreno, seguendone le regole direttrici.
Ma a Villa Emo prevalgono semplicità e rigore di impianto, sottolineati dal pressochè totale allineamento tra barchesse e fronte principale, dove il portico e il frontone rientrano nel corpo della Villa, e ribaditi dalle austere torri delle colombare, leggermente arretrate, che nulla ripropongono degli elaborati fronti architettonici della Villa di Maser.
L'equilibrio e l'armonia della composizione si impostano su una ritmica alternanza di volumi, altezze e spazi, coordinati e distinti nella sequenza villa - barchesse - colombare. La grande rampa d'accesso è un elemento eccezionale per Palladio, al punto che spesso si è dubitato della sua originalità, ma la concezione strutturale della volta del sottopasso denuncia una assoluta contemporaneità di concezione con l'intero progetto.
Come tutto il repertorio di tecniche costruttive della Villa e coerentemente con la filosofia della committenza, la rampa appartiene alla tradizione edilizia rustica: semplice piano inclinato senza gradini favorisce la comunicazione con l'abitazione del signore, si può utilizzare facilmente per far rotolare le botti, trainare i sacchi, le derrate e le suppellettili di servizio alla Villa, esporre al sole i maggesi per il disseccamento e la ventilazione.
Il prospetto principale è l'esemplificazione dei rapporti tra gli spazi interni: il corpo centrale della Villa non si stacca dagli annessi per slancio verticale, il basamento scompare in corrispondenza della rampa, che raccorda con armonia il corpo centrale al livello del terreno e delle ali, le finestre della facciata indicano la modulazione delle altezze e la concatenazione dei vani interni.
In antitesi alle numerose variazioni sul tema della geometria compositiva della planimetria di Maser, nella Villa di Fanzolo i vani sono bloccati entro involucri a rigido prisma.
L'armonia compositiva dei volumi interni ed esterni raggiunge il massimo punto di espressione nella sala centrale, dove le misure in pianta e in alzato rispecchiano i principi dell'umanesimo nel trasporre i rapporti dell'armonia musicale alle proporzioni dell'architettura, per i singoli elementi e per i rapporti di questi con l'edificio intero.
La semplicità della casa del padrone, con pronao e frontone allineati al corpo di fabbrica, si ripete in maniera ancora più evidente nelle barchesse, dove gli archi del lungo porticato poggiano direttamente su pilastri con capitello risolto in semplici modanature.
Il lungo porticato simmetrico assolve prima di tutto ad esigenze funzionali della gestione della proprietà: "...per tutto si può andare al coperto... acciò che nè le piogge nè gli ardenti Soli della State li siano di noia nell'andare a vedere i negotij suoi: il che sarà di grandissima utilità per riporre al coperto legnami et infinite altre cose della Villa... oltra che questi portici apportano molto ornamento".
La natura dichiaratamente funzionale delle barchesse, in origine utilizzate come granai e depositi, è ulteriormente sottolineata dalla negazione della simmetria dell'impianto esterno nelle partizioni interne, fissate dalle esigenze delle funzioni previste.
L'architettura della Villa diventa quindi paradigma del pensiero del committente, punto di riferimento per l'economia, la cultura, il costume dell'intero territorio.







